lunedì 30 marzo 2009

Treviso. Dal pregara allo sparo (to be continued)

Come per la maratona di Milano divido la gara in due post.
Il primo (questo) arriva fino al momento dello sparo, mentre il prossimo è quello della gara, e sensazioni dell'imminente post-gara.

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La giornata di sabato è volata via con mille impegni. Al solito, da una parte ci sono i doveri verso la mia famiglia, verso Leila, verso i bimbi, verso gli amici, e dall'altra la spinta verso la mia passione per la corsa e per tutto il mio mondo che ho costruito attorno e a cui ci tengo. Il bilanciare queste due "forze" come tutti quelli che vivono questa passione sanno, è una cosa difficile e di per se già sarebbe un discorso affascinante da analizzare e sviscerare a fondo.
Così sabato son stato "scollegato" verso le cose di casa, con poco tempo per organizzarmi e sentendomi inadatto a gestire queste due spinte; così alla fine la sensazione è stata di nuovo quella di "rubare" tempo, al tempo stesso sapendo che domenica non sarei stato a casa e sarebbe stato pesante per Leila di gestire i nostri tesori ... ma andiamo avanti.
La preparazione della borsa è stata difficile, sapevo che ci sarebbe stata pioggia, ma quanta ? Sapevo che ci sarebbero stati circa 10 gradi, ma cosa significa correre con pioggia per 4 ore ? Non lo sapevo, non lo potevo sapere, alla fine ho deciso che avrei indossato una maglia a maniche lunghe leggera e la canotta della società con il pettorale, mentre di sotto avrei indossato pantaloni corti, invece di quelli sgambati che amo avrei usato quelli aderenti per la loro tasca e perché mi permettono di metter una busta di gel (grazie) nella tasca posteriore. Poi avrei indossato il cappellino nuovo e gli occhiali da vista (nella speranza che le "goccioline" non li facciano diventare inusabili).
La sveglia l'avevo settata alle ore 04:15 ma forse avrei dovuto metterla anche prima perché alla fine ho fatto in fretta e mi son trovato spiazzato. Nel preparare le mie cose, me stesso, la mia mente, il mio corpo .. ho i miei tempi, è una sorta di avvicinamento mentale, non si tratta solo di preparare una valigia, per me una gara è ripassare in testa ogni cosa, una alla volta, riviverle, e dovevo saperlo che ho bisogno di tempo. Io funziono così, devo pensare che indosso i pantaloncini e poi vedermi che mi metto ogni cosa, immaginare come mi sentirò, è questo che mi da la sicurezza e la tranquillità per poi poter pensare solo a quello che farò al momento dell'inizio della gara, sia essa una partita di tennis, una maratona, un esame, una presentazione ... in questo lo sport mi ha insegnato un "metodo" che è parte del bagaglio delle cose che mi porto dietro e fanno parte anch'esse della mia persona.
Comunque alla fine tutto è andato quasi bene, ho messo gli abiti da runner e sopra a questo un paio di jeans, e mi son portato il piumino pensando di dovermi coprire nel caso avessi avuto freddo e fossi stato bagnato alla fine. Si tutto questo e tutti i possibili disagi me li sono immaginati, e così che scelgo le cose da fare in modo da autoconvincermi che tutto è pronto per avere il minimo dei disagi possibili. Ore 4:45 (5:45 ora nuova) avevo appuntamento con Fulvio e Riccardo. Sono arrivato alle 5:45 e li ho trovati nel luogo dell'appuntamento; amo la puntualità. Ci siamo sbrigativamente salutati e siamo andati a parcheggiare la mia macchina, poi son salito nella loro auto e siamo andati avanti. Il viaggio è volato via come in una nuvola ... alla fine del viaggio ho realizzato che avrei avuto poco tempo per organizzarmi, loro avevano preso la sacca indumenti il giorno prima e sicuramente avranno già separato le cose da metter nella sacca, mentre io no, avrei dovuto fare tutto all'ultimo momento ed odio l'idea che mi si debba aspettare. Ansia, fretta, cattive compagne di un pregara. Mi cambio le scarpe in macchina dopo aver recuperato la mia borsa e la sacca nel bagagliaio, dal sedile posteriore in cui ero. Problema, mentre mi tiro la scarpa sento un principio di crampo al polpaccio. e penso .. "accidenti, qui siamo finiti, come è possibile che mi prenda una sorta di crampo mentre devo appena iniziare una MARATONA". Cattive sensazioni, cattive compagnie della mente prima di una gara.
A quel punto... fantasmi, vedevo pioggia tutto attorno ed ogni scelta di pregara mi sembrava sbagliata. Vestiti di cambio che non mi sarebbero stati nella sacca, bisogni fisiologici non svolti come di solito, alimentazione non adeguata ... fantasmi - cattive compagnie.
All'arrivo a Treviso di nuovo una nuvola, un turbine, siamo scesi dalla macchina ed è stato un piccolo shock. Lasciare tutto lì e avere pioggia che ti bagna, all'improvviso, e freddo senza che la temperatura esterna sia troppo fredda. Il mio pensiero in autobus navetta è andato verso coloro che più amo, al solito quando mi succede in "privatamente in pubblico" devo da una parte nascondere le mie lacrime e dall'altra vorrei condividerle. Cura contro i fantasmi, la migliore.
Il viaggio in autobus è stato il primo momento in cui ho iniziato a conoscere Fulvio, persona interessante (Dio mio quanto vorrei scrivere d mille cose diverse). Si scende dal bus navetta, anche qui l'esperienza di Fulvio mi è preziosa, così ci si dirige nei posti giusti senza dover perder troppo tempo a cercare, meno tempo per stare con me stesso, ma la cosa è un bene ed un male allo stesso tempo. E se non avessi avuto un aiuto sicuramente avrei dovuto arrivare lì molto prima.
Provo ad andare al bagno e contrariamente ad OGNI mia gara, finale, semifinale, ecc ecc .. la cosa non va come di solito. La consegna della sacca è l'ultimo distacco dai tuoi averi, e sotto pioggia battente questo "distacco" si sente. Ci troviamo dopo, semi ignudi con Riccardo che trema per il freddo in modo visibile. Io cerco di correre per scaldarmi il meno possibile mentre più che mai penso che sarà un salto nel buio circa la mia condizione fisica. Mi ingabbio, ci separiamo, loro vanno nella gabbia di "quelli forti". Vicino a me, sconosciuti di ogni età. Ecco, è questo il momento in cui io sono io. Son solo, respiro, sento le gocce d'acqua, aspetto, ascolto i discorsi di chi mi sta attorno e quello mi distacca da tutto e tutti, a posteriori questo è uno dei momenti magici della corsa quello in cui inizi ad estraniarti. Si avvicina il momento della partenza, ripasso quello che vorrei sia il mio ritmo. 5'15" a km appena possibile e da tenere per quanto posso. Magari cercando di vedere dove saranno i palloncini delle 3:45 e cercando di stargli davanti. Calcolo che partiranno un minuto prima di me circa e quindi quando li prenderò avrò comunque un minuto sul tempo finale che vogliono tenere. Ripenso ai passaggi più importanti che vorrei tenere; 26:30 ai 5000, 53 minuti ai 10k, alla mezza vorrei passare tra 1:50 ed 1:52. E poi ... tenere tenere tenere i 5:15 o sotto. Intanto si avvicina lo sparo la pioggia ci colpisce e pochi minuti prima dello sparo il freddo si trasforma in tremore che non riesco ben a tenere a freno. Mi muovo sul posto, mi preparo a togliere il vecchio k-way che mi son messo addosso. Ci siamo quasi, ci compattiamo. Ore 9:45 lo sparo. BUM. Sono sveglio dalle 3:20, adesso si parte ... stavolta a differenza di Milano si cammina poco .. si inizia a trottare piano da subito, siamo in 4000, a Milano eravamo 6000. Non vedo l'ora di scaldarmi ho freddo e son bagnato. Ho la mano pronta a far scattare il mio orologio. Passo sotto al gonfiabile ed al transponder della TDS e clicco. Sono partito.

.. to be continued ..

2 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

I am waiting for...

Marco ha detto...

Forza con questo sequel...!!!
;-)