martedì 31 marzo 2009

Treviso - dal PUM all'arrivo

PUM
Si parte ..
no non si parte,
è la partenza delle hand-bikes, ma quello sparo ha già fatto aumentare i battiti di centinaia di corridori che hanno iniziato a muoversi prima ancora di capire che non è il momento della partenza. Davanti a me il muro di persone è più fitto adesso, l'umidità, la pioggia il vento, a momenti non sento nulla e poi sento gocce come aghi freddi.
Tutto si mescola, richiudo gli occhi e respiro, respiro e penso che ci siamo, penso ai più di 42000 metri che mi separano dall'arrivo. Penso all'arrivo, a come sarà e mi carico, mi concentro e mi commuovo. A Treviso Ci VOGLIO arrivare e dal 1 gennaio 2009 ho deciso che voglio farlo sotto le 3h45m. Piovesse a catinelle ci voglio arrivare e alzare le dannate braccia. Voglio questo obiettivo e lo voglio per affrontare il prossimo. Rialzo la testa, sono pronto adesso, aspetto con quelli accanto a me, sorrido al fatto che uno "odora fortemente di sudore" e mi chiedo come sia possibile, (con sta pioggia), prima di partire ... un ultimo spensierato sorriso prima della partenza.
Pum.
(d'ora in poi i tempi che si leggeranno sono quelli registrati sull'orologio e riletti adesso mentre scrivo)
Questo è lo sparo giusto, lo speaker grida che la strada è per noi, per questi 4000 (alcuni splendidamente incoscenti) che vogliono arrivare a Treviso. Tremo dal freddo ma sono caldo dentro mi son scaldato molto poco ma mi sento bene, l'anca fa male, ma solo in torsione, ed io, di far torsioni inutili, non ne ho nessuna voglia. So che all'arrivo mi farà male anche senza girarmi, per adesso mi basta che non faccia male prima degli ultimi 10000 metri, poi ne riparleremo. Il primo km vorrei farlo a 5:20 ma la partenza è quasi a passo di marcia e i primi cento metri a meno di 6' a km non si riesce proprio a farli;
è un tappo, è un tubo,
dai 100 ai 500 metri si sta sui 5:30, si va così poi prima della fine del primo km una curva, ci piantiamo, quel che penso in quel momento è che a meno di 5:40 sto km forse non son riuscito a farlo. Il secondo km è una reazione di tutti, lo si percorre a 5:05 di media ma in alcuni tratti è un 4:45 o meno, mi sento che le cose succedono da sole; infatti così è. Presto, molto presto, ogni cosa dovrò essere io a farla succedere. I km 3 e 4 van via facili facili, continuo a correre a 5:03 e 5:03. Non guardo il cronometro, e lo farò molto poco in tutta la gara la sensazione per adesso è che sia tutto facile, troppo, e anche che forse il ritmo è troppo elevato. Mi dico che va bene così, guardo avanti per vedere se scorgo i pacers delle 3:45 e penso che se li prendo sicuramente ho recuperato un minuto almeno. In qualche tratto mi sembra di veder i loro palloncini, mi dico "bene" adesso tieni un 5:15 o qualcosa sotto fino a che non li prendi. 5:12 .. 5:06 5:06 ... ecc ... Il ristoro liquido dei 5 passa senza che me ne accorga nemmeno, non guardo il crono, so di esser abbastanza in linea con quello che volevo fosse il mio piano di gara. Ai 7.5 km spugnaggio con i volontari che sorridono porgendo spugne bagnate ad un esercito di piedi che schizza acqua dappertutto. Si passa Colle Umberto, la strada è dritta dritta dritta, ben diverso dai primi km a Milano, qui è statale con paesini che si passano, gente ai lati della strada tutti sotto il loro ombrello e li senti incitare, senti mormorare ... "Quelli delle 3:45 quelli delle 3:45" .. e poi .. "Dai che ci sieteeee siete fortiii". Se mi ci soffermo a pensare mi commuovo. Piove forte adesso, dopo il paese, subito dopo, hai la statale che continua diritta e di colpo hai di nuovo il silenzio, e l'unico suono è lo sclich sclach dei piedi di quelli davanti e dietro a te.
I 9k non so dove siano, penso solo a tenere un ritmo che mi sia agevole e non guardo mai il crono. Quelle volte che ci ho buttato l'occhio ho sempre visto che ero sotto i 5:10. Adesso i pacers delle 3:45 son a pochi metri da me, un gruppo di noi è ben delineato e capisco quelli che saranno i miei compagni per parecchi km a venire. C'è una ragazza che deve essere del posto e deve essere una che corre sempre le gare da queste parti perché un sacco di gente la saluta.
Ai 10 prendo un bicchiere di the, per scaldarmi e bere. Lo schiaccio per berlo in corsa e lo bevo di taglio, con l'acqua che viene giu' non mi importa se mi bagno tutto, al massimo il the caldo mi scalda il petto, infatti ne perdo mezzo bicchiere abbondante ma sento di aver fatto la cosa giusta. Il berrettino che uso fa il suo lavoro magnificamente, mai ho problemi agli occhiali Ai 10 mi accorgo di non aver guardato il crono al passaggio mentre era uno dei pochi passaggi che mi interessava, lo faccio in ritardo e calcolo che devo esser passato quasi giusto. (in realtà poi vedo che son passato proprio nel tempo che mi ero prefissato). I pacers delle 3:45 son con me adesso e mi sembra che stiano andando decisamente troppo forti per far fare 3:45 a quelli partiti con me. La cosa a me va benissimo, è il ritmo che speravo di tenere e se lo tengo con loro fin dopo il 30simo e poi gestisco, mi porto a casa il 3:45 che volevo. Dai 10 km ai 15 è tempo di Conegliano, passare il paese è bellissimo, piove e la gente è ai lati della strada, qualche famiglia aspetta il babbo o la la mamma, amici che aspettano amici podisti, una festa. Ad un certo punto mi perdo un po', vado leggermente in progressione su un leggero falsopiano (l'unico incontrato finora) e chiudo il gap con il gruppetto di compagni. Quel km lo farò in 5:00.
Sto bene.
A tratti il vento più freddo ma poi tutto torna ok, a tratti sento acqua, soprattutto sulle braccia e spalle che mi raffredda, poi tutto torna ok. Penso, penso penso. Penso a casa, penso alla mia prima mezza, penso ai mesi che non ho potuto correre, penso che ci voglio arrivare a Treviso, e che tutto può ancora succedere. Alla mezza passo in quello che mi pare essere 1h51 ma non perdo tempo a controllare, mi sta bene così (in realtà il real time darà 1:49:45). Al 25 mi dico che devo bere c'è un ristoro e voglio ripetere l'operazione bicchiere di the, come passo mi viene portato via, mi fermo tendo la mano e aspetto che il volontario davanti a me versi e me ne porga un altro, da dietro arriva un runner, che lo prende dalle sue mani e me lo porta via; guardo il volontario, lui fa per scusarsi, gli sorrido, ma sono infastidito tantissimo dal comportamento scortese di chi mi stava dietro, riprendo a correre, prendo un pezzo di mela al volo; gli dò un morso e poi la getto nell'erba. Riprendo il mio gruppetto spingendo un po' più di quello che dovrei. Sento il gel nella tasca posteriore dei miei inzuppatissimi pantaloncini, sembra chiamarmi, prima non l'avevo mai sentita ballonzolare ed ora la sento. A Milano avevo due "bustine" ed una l'ho iniziata dopo l'ora e mezza e la seconda verso le tre ore e ricordo che, illusione o fantasia che fosse, mi sembrava di aver avuto nuova benzina e nuove forze dopo averle prese; a dire il vero questo lo avevo pensato altre volte durante la gara e aspettavo di sentirne "il bisogno". Questo è un errore che dovevo conoscere, in gara quando sento il "bisogno" di energia vuol dire che è già troppo tardi, le sensazioni sono così viziate dallo sforzo e dalla concentrazione che certe cose le si deve prevenire. Al 25 inizio a sentire le gambe, inizio a sentire vento, inizio a sentire pioggia forte. Abbasso la testa e incomincio a vedere solo il sedere di chi mi sta davanti, l'azione è ancora ok e sento che fino al 30 ci arrivo di sicuro relativamente fresco ma al tempo stesso non si deve più scherzare. Adesso corro con il pacer più veloce del gruppo delle 3:45. Al 30 lui comincia a parlare e motivare la gente, comincia a dire che abbiamo margine, che per quelli che son partiti nella gabbia dietro si arriva in 3:41 scarsi e che dal 36 chi ne ha .. può andar via, andar a prendersi Treviso. Arriviamo al 30 ... prendersi Treviso ... mi sembra vicinissima eppure faccio fatica adesso, al 32 guardo il crono e mi sembra che siam bene, non perdo tempo ma vedo che devo aver corso gli ultimi due km a 5:15. Mi dico ... "dai Miki dai Miki, facciamo sti cazzo di ultimi 10.000 metri" e mi ripeto "fai sti cazzo di 10000 metri". Non uso mai parole forti ma voglio farlo, vorrei gridarlo sto motto, e lo farei se solamente non avrei paura di sprecare anche un solo battito di cuore di troppo. Al 30 apro la bustina di gel e la succhio. Lo faccio male e mi manca il fiato, mi va di traverso, la cosa mi costa fatica, devo correre e tossire e non recupero il respiro subito. Ci riprovo dopo 500 metri. Meglio. Questa volta lascio che mi si sciolga in bocca. Lo faccio ancora, ma non la finisco. La tengo in mano. Tengo duro ed arrivo fino al 35 con il pacer da 3:40 (miei). Ora ho un po' di fatica, sento vento contro e sento freddo. Ho sete, e comincio ad aver freddo. Perdo la concentrazione, ho smesso di guardare il culo di quelli davanti e impormi di correre a QUELLA velocità e quando mi riprendo ho perso 20 metri. Mi dico che son solo 20 metri e che non devo andarli a prendere ... però .. era bello avere il sedere di dieci persone che ti stan davanti in gruppo e ti danno il tempo. Prima quando avevo freddo stavo ingruppato e mi riparavo dal vento con loro adesso son ancora più nudo. Al 38 ho davvero freddo, ma non capisco se siamo al 37 38 36 ., non ci capisco niente. Il pacer aveva detto che dal 38 si vedeva Treviso e ricordavo un pezzo di percorso in città ma ... non vedo nulla di tutto questo. Adesso mi piove addosso, non ho la città ed ho freddo. Forse son questi pensieri che mi fan gelare all'improvviso. Fatto sta che inizio a tremare, le gambe iniziano a fare parecchio male adesso, in un km mi si induriscono, se provo a stenderle per un azione di corsa più distesa mi sento i muscoli contrarre, quando provo a farlo con più decisione sento principi di crampi. Ad un certo punto leggo 39. 39 ?? allora bene, mi dico. Ma so di correre con un azione pessima e sto peggiorando si arriva ai bordi della città e per due volte metto il piede in una pozzanghera. Come già mi era successo attorno al decimo km sento il piede ancora più freddo, come se ci fossi entrato a piedi nudi, ma soprattutto sento la scarpa pesare. Tanto.
Mi accorgo di avere nella mano sinistra la busta di gel ancora mezza piena, la porto alla bocca. Se non altro non è fredda. Dopo il km 39 tremo dal freddo, provo a rallentare e muovere le braccia, ma decido che sarebbe solo peggio. Ad un certo punto vedo il ristoro, entro in città davvero. Sanpietrini, leggera salita, strade strette, curve. Alle curve sono incerto mi superano. E' dal km 38 che ho iniziato ad avere gente che mi supera. Al 40simo spero di avere gente incitamento, di sentire che il mio corpo annusa l'arrivo e reagisce, ma non è così vado piano, fa male, ho freddo, i passi sono piccoli e le ginocchia non si stendono, e se lo fanno i muscoli si contraggono e dolgono molto di più. Sono arrabbiato perché non vedo mai la segnalazione del 41simo km semplicemente non arriva mai, infatti non l'ho proprio incontrata e questo mi ha confuso. Credo di aver perso il mio target, non voglio guardare l'orologio, vorrei gettarlo nel Sile, vorrei gente che mi conosce attorno e che mi gridi di darmi una mossa, ma mi sembra non ci sia nessuno. Un ponte e capisco che sono in dirittura d'arrivo. Con tristezza guardo il crono; leggo 3:43 ... e non guardo i secondi. Miki-si tratta di correre UNA ripetuta da 400 metri e ti può fare tutto il cazzo di male di questo mondo ma o ti crampi da non muoverti o arriverai sotto le 3:45 di tuo orologio. Aumento il ritmo, provo a correre, alzo la testa e inizio a superare qualcuno. Penso che sarò ridicolissimo da vedere, alzo la testa e allungo le gambe, 1 minuto da fare. So di aver corso benino i primi 200 metri e arrivo, alzo il ditino per la foto anche se mi vergogno come un verme. Alla banda di gomma fermo il tempo.
Non lo voglio guardare, ma devo farlo. Dice 3:44:58. Adesso TDS può fare quello che vuole, Abbasso la testa e faccio confondere le lacrime con la pioggia. Sono felice, triste, deluso, contento. Vorrei abbracciare qualcuno anche se non è stato l'arrivo che sognavo. Mi abbraccerei anche la tizia che mi mette la medaglia di finisher, ovviamente non lo faccio. Cammino pochi metri ed abbraccio il palo della tenda ci appoggio la testa. La testa mi gira e tremo forte, un infermiere mi chiede se e' tutto a posto, gli faccio un cenno di si alzando il pollice. Mi invita ad andare avanti, peccato, quel palo era così comodo.
Vado avanti, vedo bottiglie d'acqua dappertutto, ma dove le avranno prese ? ho sete. Piove, ho freddo, ho seteeeee.
Vado avanti ancora guidato dalle transenne e chiedo dove si ritirano le sacche, mi mostrano di proseguire, non c'è riparo, vado piano e mi duole tutto. Dove saranno Fulvio e Riccardo ? Quanto avranno fatto ? Vorrei qualcuno a cui parlare, arrivo al ristoro post gara ed e' una ressa, non ce la faccio più e prendo una bottiglia d'acqua quasi piena da terra, buonissima. Alla tenda prendo qualcosa da mangiare, con ogni persona vorrei parlare di più. E' il primo arrivo da quando corro in cui non conosco davvero nessuno. E' strano.
A vado avanti, sempre sotto la pioggia, saranno passati 5 minuti buoni, a me sembrano 10 e non ho ancora la borsa non so dove andare, mi piove addosso. Davanti al campo sportivo qualcuno e' caduto e lo aiutano, cammino cammino cammino ed arrivo al ritiro borse. La prendo e dentro le cose son bagnate, vado a quella che dovrebbe essere la tenda spogliatoi ed è un caos. E' buia, a terra e' tutto fango, mi inciampo nei teli che la gente ha gettato a terra per avere un appoggio asciutto, siamo strettissimi vado avanti ed avanti e mi ricavo un buco per cambiarmi, lo faccio piano, scomodo .. non riesco ad organizzarmi, apoggio le cose e poi non so dove sono .. alla fine .. quando riprenderò le cose avrò perso una delle cose a cui tengo di più. I miei occhiali da corsa.
... ci sono mille piccole grandi cose che mi succedono. Quello che penso è tornare a casa, mettermi sotto una doccia calda e sedermi e sentire l'acqua che mi lava via tutto che si porta via le fatiche per lasciarmi con tutti i miei ricordi di questa gara. Quello che penso è mettermi a letto dopo la doccia, nudo, asciutto, al caldo ed avere a chi raccontare tutto, e avere Jacopo che mi salta addosso facendomi un bellissimo male, e poi mi fa mille domande e poi Mattia che fa altrettanto e poi .. "sogno ancor più sogno" esser a letto a far ... "altro" ... con il maldimaratona addosso ad ogni abbraccio, ad ogni movimento e scoppiare a ridere per come mi rende goffo, e poi raccontare sensazioni, momenti, pensieri, e farsi raccontare sensazioni, momenti, pensieri.
E poi ... altri abbracci che ti faccian quel "male buono" che ogni sportivo conosce.

6 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

Tosto e sofferto... qualche anno fa ho fatto il pace delle 3h e 45e fu una gran bella esperienza.
Fossi + allenato arriveresti molto prima faticando poco + della metà.

Nagana ha detto...

bhe .. se non si fatica non ci si diverte, vero ?

Continuano a dirmi tutti che 3:30 devo farli, anzi che li posso già fare ... a Milano volevo arrivare ... ed ho fatto 4h. Lì ho deciso che volevo 3 45 alla prossima ... ora son fatti.
Prima di adesso non avevo un 3:30 nella testa ma adesso nella mia testa è un numero che comincio a sentire più mio, mentre prima lo sentivo troppo distante.
Dicono "quello che pensi diventi.." speriamo ci sia un fondo di verità (e grazie). Quanto ad esser più allenato .. spero di arrivare anche a quello un po' alla volta. Non ho mica intenzione di smettere io ! :-p

mmm ma faticare la metà .. bhe' quello sarebbe pochino. Comunque le gambe stan già meglio al punto che se riesco faccio una gara locale sto fine settimana .. ok ok .. bisogna convincer la moglie ... heheheheh

Alvin ha detto...

Bel racconto, sembrava di correre con te, gara un po' sofferta ma obbiettivo raggiunto... posso solo aggiungere: COMPLIMENTI!

Alberto Bressan "Pasteo" ha detto...

Leggo il tuo racconto e rivedo la mia gara!Siamo stati forti, pazzi, guerrieri, cazzuti...siamo stati runners! Io la ho conclusa in 3:56 ma al 30° stavo andando fuori con la testa a causa del freddo e della pioggia. Comunque vedo che hai corso anche la milanocitymarathon...anch'io l'ho corsa. Che differenza la gente di Treviso!A milano é stato per me tutto un' insulto mentre domenica aTreviso gente sotto la pioggia a secchi a fare festa!
Complimenti e auguri per le tue prossime gare.

Nagana ha detto...

"Pasteo" mi ha fatto un piacere infinito il tuo commento !
Si, è stato bello esserci, domenica !

Alvin bhe ... siam pronti per il prossimo obiettivo adesso. Facciamo recuperare sti due legni che mi portano in giro e si parte di nuovo ... e ..

Pasteo, la prossima volta devo legger che maratona fai che magari si celebra assieme all'arrivo !

Gianluca Rigon ha detto...

Bellissimo racconto ! Letto tutto d'un fiato e a tartti mi è sembrato di rivivere quella giornata di pioggia.....
Hai sofferto ma non hai mollato un centimetro e hai raggiunto l'obbiettivo da vero guerriero ! Io dovevo fare solo un lunghissimo da 35Km ma visto che stavo bene sono arrivato fino in fondo fresco facendo anche il mio personale. E se ti devo dire la verità forse la pioggia mi ha anche favorito !
Di nuovo complimenti !