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venerdì 1 giugno 2012
Chi Non Muore Si Rivede
Allo Specchio Al Mattino
Eccomi qui, non sono sparito, non ho smesso di seguire i blog, non ho smesso di amare la corsa e men che mai ho smesso di correre ma ...
Ma il 17 Aprile scorso è stato un terremoto che è stato lungo da assimilare e digerire, molto più lungo di quanto abbia dato a vedere agli amici e molto più sordamente presente di quanto io avessi all’inizio pensato.
Si ... è ovvio .. un IMA (Infarto Miocardico Acuto) non è cosa da poco e tutti lo dicono, tutti te lo dicono e tutti lo pensano, e tu ... e tu che hai sempre corso, non hai mai fumato e ti sentivi bene fino al giorno prima ecc ecc. e ti senti “relativamente bene” già dal giorno dopo (cosa che più ci penso e più mi pare incredibile), tu ti metti col cervello positivo da subito. La vita ti ha insegnato questo, a metterti col cervello positivo da subito, a razionalizzare, a pensare a quali devono essere i tuoi prossimi step, a cercare di far del tuo recupero la tua maratona più bella, quella che porterai a casa con un successo.
E le cose le fai, e vanno bene, e tutto ti sembra troppo lento, ti dicono che puoi correre, che correre fa bene, ed allora tu.. “Bene, allora posso correre?”
Si, ma con moderazione. Che CA vuol dire con moderazione ? Da quando ? E mi togliete sta statina per il colesterolo (a dosi da cavallo) visto che non ho mai avuto problemi di colesterolo ? E sta pillola per la pressione, visto che non ho mai avuto problemi di pressione e visto che con quella ho la pressione di un orso polare in letargo ? E il betabloccante, visto che con quello, a riposo faccio un 40 basso, come battiti a riposo ? ... ok ok ... insomma ... non vi tedio con le cretinate mediche.
Mi si disse di aspettare, e che prima di un anno non avrei potuto ambire neanche di striscio ad avere l’abilitazione agonistica, ed io ... son stato buono, Orribilmente buono. Al 17 Aprile 2012 (un anno dall’infarto), ed un pochino prima con pochi, deprimenti, passi, ho iniziato a ricorrere con regolarità.
Ti ritrovi a non piacerti, ad avere guadagnato quei 3-4 Kg che ti danno proprio noia, e ti ritrovi a far fatica ad avere belle motivazioni. E .. piano piano.
Ho iniziato a correrne 5, 4, 7, ecc ecc - Piano piano le cose sono andate migliorando; ho sempre corso attorno al 5:20 km basso.
Poi un po’ alla volta il piacere si è ovviamente ri-impossessato del mio correre e i km son diventati 8, 10, 8 .. ecc ecc.
Mercoledi’ ho fatto un 12km ondulato a 4:59/km di media con ultimi km un po’ progressivi, Domenica scorsa finalmente ho fatto un medio più decente, correndone 15 a 5:13 (anche se in realtà sarei stato più veloce ma ho incontrato mia cugina che faceva una passeggiata in bici e quindi abbiamo bicichiacchierato per un paio di km). Ecco ... eccomi, con tanta voglia di correre, voglia di fare anche qualche ripetuta (chi avrebbe mai detto che uno desidera far ripetute vero?) e con la speranza di far la visita agonistica presto. Se un regalo volessi per il mio compleanno che si sta avvicinando ... ecco, questo sarebbe gradito, eccoh, uffi, tiè.
Buone Corse a tutti
venerdì 23 aprile 2010
Ultimo Medio Tirato prima della Mezza di Trieste

Eccoci qui, a pochi gg dalla mezza di Trieste.
Ieri ultimo medio tirato, decisamente ondulato (o meglio con una lunga salita costante che tirava su non poco). Poco meno di 10 km in un anello da percorrer due volte.
Questo dopo una settimana infernale in laboratorio, di cui i primi giorni sono stati gran preparazione e depressione (no results) mentre mercoledì e giovedì son stati di misura misura misura ... con l'impressione di non andare da nessuna parte e MILLE problemi.
Comunque dopo il match sudatissimo di domenica son riuscito a scavare solo un uscita con Zanger al lunedì e poi nulla fino a ieri. Come ho detto precedentemente il periodo è buono ma non riesco davvero a trovare il tempo fisico per dare una vera continuità ai lavori. In questo modo sento che vado un po' avanti ma ... poi finisco per pare 2 passi avanti e 1.88 passi indietro.
Comunque per il medio di ieri, mi sono imposto di lasciare il lab alle 17:45 per essere al quadrivio alle 18.
Tutto il gruppo dei "calzini sbusai" era lì al gran completo o quasi. Ferve l'attesa dell'evento triestino del 2 maggio e tutti si scambiano le impressioni. Io non faccio segreto del fatto che stavo davvero bene ma mi manca qualcosa e ho avuto un ultimo mese in cui in media ho fatto poco piu' di uscite alla settimana (una vergogna), quindi non posso puntare a nulla (eccetto poi provare a tirar fuori l'orgoglio e metter in strada tutto quello che avro').
Partenza lentissima come si è solito fare coi calzini ... e poi lentamente ci si scalda. Abbiamo chiuso con qualcosa meno di 4 km di riscaldamento.
A quel punto si parte per il medio - 2 volte un anello da 10.
Ci dividiamo in gruppi con diverse andature, io decido di mettermi in quello che doveva fare il medio tra 4:30 e 4:35 (non sapevo quanto tirasse l'anello bastardo). Si parte è a 4:26 circa ma mi dico che deve essere ok perché mi pare leggera discesa. Un altro km a 4:27 e poi tornante stretto e si sale in bosco. E' un km si salita a diversa pendenza e la facciamo ad una media di 5'. Arrivo su col fiato decisamente corto anche perche' da lì la discesa è leggerissima e ci mettiamo a 4:20 circa. Si va avanti così fino alla seconda salita'. Piero (il guru dei calzini) è nel mio gruppo e quando guadagna una decina di metri su di me anche se sbuffa lo sento che alza la voce e mi dice "Zac, no mollar" o "Zac torna sotto" ... (è un quasi M60 ed e' un grande). Seconda salita e sono con lui. E poi ultimi km in leggera discesa e so che chiuderò con lui.
Alla fine chiudiamo in 40' e qualcosa per una media di 4:27. Lo ammetto, per me quasi una gara ma mi sono divertito da matti anche se arrivo COTTO.
Di gambe c'ero tutto, purtroppo di polmoni decisamente no. Deve comunque essere anche il periodo, sono un allergico totale l'ultima spirometria dall'allergologo mi ha detto che in sto periodo l'integrale delle curva sotto i miei polmoni e' del 65% rispetto al valore normale ... insomma, datemi dei polmoni e magari potrei andar meglio (o almeno dentro la mia testa mi voglio illuder che è così).
In conclusione .. auguri a quelli che corron Padova domenica, in particolare a Fulvio e Michele.
E Piero, non preoccuparti, come si dice dalle nostre parti "Te sa za che el Zac no molla" !
PS nel jpg Andatura e Climb Rate del percorso fatto
lunedì 4 maggio 2009
Passeggiata amara
Probabilmente doveva succedere.
Probabilmente prima o dopo se uno vuole correre, bisogna mettere in conto anche queste cose. Eppure moralmente fa male.
Son stato male dopo essermi sentito tranquillo ed in relativo controllo, fin dopo la mezza. Troppo presto per una crisi da affaticamento, eppure son stato male. Stomaco, crampetti addominali e la luce che si spegne e le forze che se ne vanno. Ho provato a reagire ma niente, non c'ero più di testa e non stavo bene. Da lì è stata una passeggiata .. da incavolato e rassegnato, intervallata a dei tratti di "corsa".
Non sono proprio dell'umore di descrivere nulla. E sono un po' a terra.
Gli ultimi due tre km stavo meglio, e mi son perfino permesso il lusso di cercare di esser brillante all'arrivo in Piazza .. almeno quello. Infatti oggi non fanno quasi nemmeno male le gambe per niente. Che patetico.
Ci devo pensare su. Probabilmente voglio dedicare da qui alla stagione calda a gare più corte e sviluppare un po' di brillantezza. Poi con calma preparare una "autunnale" ma ora son anche troppo giu' per pensarci.
E poi ... avrei davvero voluto ritirarmi, ho anche aspettato per farlo, ma non mi ero mai reso conto che se vuoi ritirarti alla fin fine ci metti quasi più tempo che a far "La Passeggiata".
Per chi volesse saperlo, il tempo finale è stato un po' superiore alle 4 ore. Unica nota positiva all'arrivo ho trovato Matteo, il compare di Alvin e almeno mi son divertito a tirare un po' il giro in Piazza con lui, mi è sembrato uno in gamba e molto simpa. L'unico sorriso dalla mezza alla fine. Ciao a Matteo e mi spiace non essermi fermato a salutarti.
Probabilmente prima o dopo se uno vuole correre, bisogna mettere in conto anche queste cose. Eppure moralmente fa male.
Son stato male dopo essermi sentito tranquillo ed in relativo controllo, fin dopo la mezza. Troppo presto per una crisi da affaticamento, eppure son stato male. Stomaco, crampetti addominali e la luce che si spegne e le forze che se ne vanno. Ho provato a reagire ma niente, non c'ero più di testa e non stavo bene. Da lì è stata una passeggiata .. da incavolato e rassegnato, intervallata a dei tratti di "corsa".
Non sono proprio dell'umore di descrivere nulla. E sono un po' a terra.
Gli ultimi due tre km stavo meglio, e mi son perfino permesso il lusso di cercare di esser brillante all'arrivo in Piazza .. almeno quello. Infatti oggi non fanno quasi nemmeno male le gambe per niente. Che patetico.
Ci devo pensare su. Probabilmente voglio dedicare da qui alla stagione calda a gare più corte e sviluppare un po' di brillantezza. Poi con calma preparare una "autunnale" ma ora son anche troppo giu' per pensarci.
E poi ... avrei davvero voluto ritirarmi, ho anche aspettato per farlo, ma non mi ero mai reso conto che se vuoi ritirarti alla fin fine ci metti quasi più tempo che a far "La Passeggiata".
Per chi volesse saperlo, il tempo finale è stato un po' superiore alle 4 ore. Unica nota positiva all'arrivo ho trovato Matteo, il compare di Alvin e almeno mi son divertito a tirare un po' il giro in Piazza con lui, mi è sembrato uno in gamba e molto simpa. L'unico sorriso dalla mezza alla fine. Ciao a Matteo e mi spiace non essermi fermato a salutarti.
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sabato 2 maggio 2009
Poche parole.


Poche parole.
1 - l'altimetria del percorso.
2 - La divisa è pronta per domattina.
a proposito del punto 1
ho deciso quello che è il sogno, il piano della gara, il mio target.
Andare da km 1 fino alle prime salite tra 4:55/km e 5:00/km (fino a km 19 circa)
Salire ad un ritmo di 5:10 - 5:15 (fino a km 25 circa)
Arrivati sulla cima della costiera iniziare l'avvicinamento vero verso trieste per la strada che conosco da una vita mettendomi a 4:55/km o leggermente sotto (fino a km 35 o 35.5).
A km 35 circa c'e' il cambio di pendenza che potrebbe ammazzarmi. Da qui sarà (immagino) volontà, fatica e determinazione. Se ne avremo nelle gambe da LI' si deve lottare per tenere duro e portare a casa un tempo che mi dia soddisfazione.
Farà caldo.
Ho deciso di bere un po' d'acqua ad ogni ristoro già da subito. Avrò un gel con me.
Spero di incontrare il serpentone della non competitiva negli ultimi km e che magari mi aiuti.
Ho mangiato abbastanza giusto anche se ho un problema fisico interno che mi ha tormentato negli ultimi due giorni.
pronti, via.
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mercoledì 22 aprile 2009
Alea iacta est
Il dado è tratto.
Dopo le ripetute faticose sui 400 è stato il turno di una corsetta e poi il turno della Vivicittà. Fatto un buon riscaldamento con i colleghi podisti la gara è andata bene, eccetto il fatto che la mia timidezza in partenza mi ha fatto prendere una posizione davvero sconveniente, così il primo km è stato tutto un zigzagare per superare tutti quelli della non competitiva (cani compresi). Erano 1300 i partecipanti quest'anno. Davvero tanti se si considera anche il fatto che la giornata era davvero molto grigia e leggermente piovosa.
Non sto a descrivere in dettaglio la gara perché la notizia di questo post è un altra ... TA DA ... suspense ... comunque il risultato finale è stato sotto i 54:35 di mio orologio. La bella cosa è stata che gli ultimi due km li ho corsi a 4:20 e sotto i 4:10 e, a parte l'accelerazione finale non ero in tragico affanno e le gambe c'erano. Quindi mi do un 8 in pagella (si può sempre far meglio). E che soddisfazione quando uno ti si affianca e corre con te fino km 9.5 e poi ti dice "Grazie, ho aprofittato del tuo passo e adesso provo ad accelerare se vuoi e ce la fai vienimi dietro" .. e poi dopo che ha preso una decina di metri pian piano lo prendi e poi vai via in progressione e lui non ce la fa ... mmm che BELLO ... superare all'ultimo km non ha prezzo, per tutto il resto c'è Mastercard) .
ok ok .. andiamo avanti.
Ieri è stato il turno dei 1000+1000. Dovevo fare 4x1000 "fortini" secondo la tabella seguiti da 1000 di corsa lenta. Ebbene .. per la PRIMA VOLTA ho provato e sono riuscito a fare le ripetute sui mille a 3:53 3:57 3:53 3:51 !! e poi ne ho aggiunta una più lenta perché ero su di giri :-)
Non sarà nulla ma per me è stato importante, così ho deciso che a Trieste correrò la 42 !!!!!
Il dado è tratto: alla maratona ci sarò. E se questo non fosse tutto stanotte ho sognato che correvo una gara (non ho riconosciuto quale, ma non era Trieste) e che all'arrivo mi dicevano che avevo corso il 3:28:58. Ora ... sicuramente schiatterò a Trieste e molto prima ma ho deciso, ed ho deciso di mettermi ad un pace più veloce di quello seguito a Treviso. E poi vedremo.
Ovviamente a Leila non ho detto che mi son sognato una gara di corsa .. ed alle 04:00 mi son fatto trovare pronto per consolare Mattia che è ritrovato a tossire per un ora senza riuscire a prender sonno ...
Così pochi minuti fa ho fatto l'iscrizione online ...
Si amici - a Gradisca ci saremo .. scalpitanti ed ognuno con i propri rituali e i propri fantasmi da scacciare in 42 lunghi magici chilometri, in bocca al lupo a voi.
E ... il mio pensiero anche a Marco, che avrebbe voluto tanto tanto esser parte della kermesse ma che sarà lì in partenza con noi. Vedrai che il ginocchio ti torna a posto Marco tanto che hai una volontà d'acciaio lo sanno tutti !!
Dopo le ripetute faticose sui 400 è stato il turno di una corsetta e poi il turno della Vivicittà. Fatto un buon riscaldamento con i colleghi podisti la gara è andata bene, eccetto il fatto che la mia timidezza in partenza mi ha fatto prendere una posizione davvero sconveniente, così il primo km è stato tutto un zigzagare per superare tutti quelli della non competitiva (cani compresi). Erano 1300 i partecipanti quest'anno. Davvero tanti se si considera anche il fatto che la giornata era davvero molto grigia e leggermente piovosa.
Non sto a descrivere in dettaglio la gara perché la notizia di questo post è un altra ... TA DA ... suspense ... comunque il risultato finale è stato sotto i 54:35 di mio orologio. La bella cosa è stata che gli ultimi due km li ho corsi a 4:20 e sotto i 4:10 e, a parte l'accelerazione finale non ero in tragico affanno e le gambe c'erano. Quindi mi do un 8 in pagella (si può sempre far meglio). E che soddisfazione quando uno ti si affianca e corre con te fino km 9.5 e poi ti dice "Grazie, ho aprofittato del tuo passo e adesso provo ad accelerare se vuoi e ce la fai vienimi dietro" .. e poi dopo che ha preso una decina di metri pian piano lo prendi e poi vai via in progressione e lui non ce la fa ... mmm che BELLO ... superare all'ultimo km non ha prezzo, per tutto il resto c'è Mastercard) .
ok ok .. andiamo avanti.
Ieri è stato il turno dei 1000+1000. Dovevo fare 4x1000 "fortini" secondo la tabella seguiti da 1000 di corsa lenta. Ebbene .. per la PRIMA VOLTA ho provato e sono riuscito a fare le ripetute sui mille a 3:53 3:57 3:53 3:51 !! e poi ne ho aggiunta una più lenta perché ero su di giri :-)
Non sarà nulla ma per me è stato importante, così ho deciso che a Trieste correrò la 42 !!!!!
Il dado è tratto: alla maratona ci sarò. E se questo non fosse tutto stanotte ho sognato che correvo una gara (non ho riconosciuto quale, ma non era Trieste) e che all'arrivo mi dicevano che avevo corso il 3:28:58. Ora ... sicuramente schiatterò a Trieste e molto prima ma ho deciso, ed ho deciso di mettermi ad un pace più veloce di quello seguito a Treviso. E poi vedremo.
Ovviamente a Leila non ho detto che mi son sognato una gara di corsa .. ed alle 04:00 mi son fatto trovare pronto per consolare Mattia che è ritrovato a tossire per un ora senza riuscire a prender sonno ...
Così pochi minuti fa ho fatto l'iscrizione online ...
Si amici - a Gradisca ci saremo .. scalpitanti ed ognuno con i propri rituali e i propri fantasmi da scacciare in 42 lunghi magici chilometri, in bocca al lupo a voi.
E ... il mio pensiero anche a Marco, che avrebbe voluto tanto tanto esser parte della kermesse ma che sarà lì in partenza con noi. Vedrai che il ginocchio ti torna a posto Marco tanto che hai una volontà d'acciaio lo sanno tutti !!
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martedì 31 marzo 2009
Treviso - dal PUM all'arrivo
PUM
Si parte ..
no non si parte,
è la partenza delle hand-bikes, ma quello sparo ha già fatto aumentare i battiti di centinaia di corridori che hanno iniziato a muoversi prima ancora di capire che non è il momento della partenza. Davanti a me il muro di persone è più fitto adesso, l'umidità, la pioggia il vento, a momenti non sento nulla e poi sento gocce come aghi freddi.
Tutto si mescola, richiudo gli occhi e respiro, respiro e penso che ci siamo, penso ai più di 42000 metri che mi separano dall'arrivo. Penso all'arrivo, a come sarà e mi carico, mi concentro e mi commuovo. A Treviso Ci VOGLIO arrivare e dal 1 gennaio 2009 ho deciso che voglio farlo sotto le 3h45m. Piovesse a catinelle ci voglio arrivare e alzare le dannate braccia. Voglio questo obiettivo e lo voglio per affrontare il prossimo. Rialzo la testa, sono pronto adesso, aspetto con quelli accanto a me, sorrido al fatto che uno "odora fortemente di sudore" e mi chiedo come sia possibile, (con sta pioggia), prima di partire ... un ultimo spensierato sorriso prima della partenza.
Pum.
(d'ora in poi i tempi che si leggeranno sono quelli registrati sull'orologio e riletti adesso mentre scrivo)
Questo è lo sparo giusto, lo speaker grida che la strada è per noi, per questi 4000 (alcuni splendidamente incoscenti) che vogliono arrivare a Treviso. Tremo dal freddo ma sono caldo dentro mi son scaldato molto poco ma mi sento bene, l'anca fa male, ma solo in torsione, ed io, di far torsioni inutili, non ne ho nessuna voglia. So che all'arrivo mi farà male anche senza girarmi, per adesso mi basta che non faccia male prima degli ultimi 10000 metri, poi ne riparleremo. Il primo km vorrei farlo a 5:20 ma la partenza è quasi a passo di marcia e i primi cento metri a meno di 6' a km non si riesce proprio a farli;
è un tappo, è un tubo,
dai 100 ai 500 metri si sta sui 5:30, si va così poi prima della fine del primo km una curva, ci piantiamo, quel che penso in quel momento è che a meno di 5:40 sto km forse non son riuscito a farlo. Il secondo km è una reazione di tutti, lo si percorre a 5:05 di media ma in alcuni tratti è un 4:45 o meno, mi sento che le cose succedono da sole; infatti così è. Presto, molto presto, ogni cosa dovrò essere io a farla succedere. I km 3 e 4 van via facili facili, continuo a correre a 5:03 e 5:03. Non guardo il cronometro, e lo farò molto poco in tutta la gara la sensazione per adesso è che sia tutto facile, troppo, e anche che forse il ritmo è troppo elevato. Mi dico che va bene così, guardo avanti per vedere se scorgo i pacers delle 3:45 e penso che se li prendo sicuramente ho recuperato un minuto almeno. In qualche tratto mi sembra di veder i loro palloncini, mi dico "bene" adesso tieni un 5:15 o qualcosa sotto fino a che non li prendi. 5:12 .. 5:06 5:06 ... ecc ... Il ristoro liquido dei 5 passa senza che me ne accorga nemmeno, non guardo il crono, so di esser abbastanza in linea con quello che volevo fosse il mio piano di gara. Ai 7.5 km spugnaggio con i volontari che sorridono porgendo spugne bagnate ad un esercito di piedi che schizza acqua dappertutto. Si passa Colle Umberto, la strada è dritta dritta dritta, ben diverso dai primi km a Milano, qui è statale con paesini che si passano, gente ai lati della strada tutti sotto il loro ombrello e li senti incitare, senti mormorare ... "Quelli delle 3:45 quelli delle 3:45" .. e poi .. "Dai che ci sieteeee siete fortiii". Se mi ci soffermo a pensare mi commuovo. Piove forte adesso, dopo il paese, subito dopo, hai la statale che continua diritta e di colpo hai di nuovo il silenzio, e l'unico suono è lo sclich sclach dei piedi di quelli davanti e dietro a te.
I 9k non so dove siano, penso solo a tenere un ritmo che mi sia agevole e non guardo mai il crono. Quelle volte che ci ho buttato l'occhio ho sempre visto che ero sotto i 5:10. Adesso i pacers delle 3:45 son a pochi metri da me, un gruppo di noi è ben delineato e capisco quelli che saranno i miei compagni per parecchi km a venire. C'è una ragazza che deve essere del posto e deve essere una che corre sempre le gare da queste parti perché un sacco di gente la saluta.
Ai 10 prendo un bicchiere di the, per scaldarmi e bere. Lo schiaccio per berlo in corsa e lo bevo di taglio, con l'acqua che viene giu' non mi importa se mi bagno tutto, al massimo il the caldo mi scalda il petto, infatti ne perdo mezzo bicchiere abbondante ma sento di aver fatto la cosa giusta. Il berrettino che uso fa il suo lavoro magnificamente, mai ho problemi agli occhiali Ai 10 mi accorgo di non aver guardato il crono al passaggio mentre era uno dei pochi passaggi che mi interessava, lo faccio in ritardo e calcolo che devo esser passato quasi giusto. (in realtà poi vedo che son passato proprio nel tempo che mi ero prefissato). I pacers delle 3:45 son con me adesso e mi sembra che stiano andando decisamente troppo forti per far fare 3:45 a quelli partiti con me. La cosa a me va benissimo, è il ritmo che speravo di tenere e se lo tengo con loro fin dopo il 30simo e poi gestisco, mi porto a casa il 3:45 che volevo. Dai 10 km ai 15 è tempo di Conegliano, passare il paese è bellissimo, piove e la gente è ai lati della strada, qualche famiglia aspetta il babbo o la la mamma, amici che aspettano amici podisti, una festa. Ad un certo punto mi perdo un po', vado leggermente in progressione su un leggero falsopiano (l'unico incontrato finora) e chiudo il gap con il gruppetto di compagni. Quel km lo farò in 5:00.
Sto bene.
A tratti il vento più freddo ma poi tutto torna ok, a tratti sento acqua, soprattutto sulle braccia e spalle che mi raffredda, poi tutto torna ok. Penso, penso penso. Penso a casa, penso alla mia prima mezza, penso ai mesi che non ho potuto correre, penso che ci voglio arrivare a Treviso, e che tutto può ancora succedere. Alla mezza passo in quello che mi pare essere 1h51 ma non perdo tempo a controllare, mi sta bene così (in realtà il real time darà 1:49:45). Al 25 mi dico che devo bere c'è un ristoro e voglio ripetere l'operazione bicchiere di the, come passo mi viene portato via, mi fermo tendo la mano e aspetto che il volontario davanti a me versi e me ne porga un altro, da dietro arriva un runner, che lo prende dalle sue mani e me lo porta via; guardo il volontario, lui fa per scusarsi, gli sorrido, ma sono infastidito tantissimo dal comportamento scortese di chi mi stava dietro, riprendo a correre, prendo un pezzo di mela al volo; gli dò un morso e poi la getto nell'erba. Riprendo il mio gruppetto spingendo un po' più di quello che dovrei. Sento il gel nella tasca posteriore dei miei inzuppatissimi pantaloncini, sembra chiamarmi, prima non l'avevo mai sentita ballonzolare ed ora la sento. A Milano avevo due "bustine" ed una l'ho iniziata dopo l'ora e mezza e la seconda verso le tre ore e ricordo che, illusione o fantasia che fosse, mi sembrava di aver avuto nuova benzina e nuove forze dopo averle prese; a dire il vero questo lo avevo pensato altre volte durante la gara e aspettavo di sentirne "il bisogno". Questo è un errore che dovevo conoscere, in gara quando sento il "bisogno" di energia vuol dire che è già troppo tardi, le sensazioni sono così viziate dallo sforzo e dalla concentrazione che certe cose le si deve prevenire. Al 25 inizio a sentire le gambe, inizio a sentire vento, inizio a sentire pioggia forte. Abbasso la testa e incomincio a vedere solo il sedere di chi mi sta davanti, l'azione è ancora ok e sento che fino al 30 ci arrivo di sicuro relativamente fresco ma al tempo stesso non si deve più scherzare. Adesso corro con il pacer più veloce del gruppo delle 3:45. Al 30 lui comincia a parlare e motivare la gente, comincia a dire che abbiamo margine, che per quelli che son partiti nella gabbia dietro si arriva in 3:41 scarsi e che dal 36 chi ne ha .. può andar via, andar a prendersi Treviso. Arriviamo al 30 ... prendersi Treviso ... mi sembra vicinissima eppure faccio fatica adesso, al 32 guardo il crono e mi sembra che siam bene, non perdo tempo ma vedo che devo aver corso gli ultimi due km a 5:15. Mi dico ... "dai Miki dai Miki, facciamo sti cazzo di ultimi 10.000 metri" e mi ripeto "fai sti cazzo di 10000 metri". Non uso mai parole forti ma voglio farlo, vorrei gridarlo sto motto, e lo farei se solamente non avrei paura di sprecare anche un solo battito di cuore di troppo. Al 30 apro la bustina di gel e la succhio. Lo faccio male e mi manca il fiato, mi va di traverso, la cosa mi costa fatica, devo correre e tossire e non recupero il respiro subito. Ci riprovo dopo 500 metri. Meglio. Questa volta lascio che mi si sciolga in bocca. Lo faccio ancora, ma non la finisco. La tengo in mano. Tengo duro ed arrivo fino al 35 con il pacer da 3:40 (miei). Ora ho un po' di fatica, sento vento contro e sento freddo. Ho sete, e comincio ad aver freddo. Perdo la concentrazione, ho smesso di guardare il culo di quelli davanti e impormi di correre a QUELLA velocità e quando mi riprendo ho perso 20 metri. Mi dico che son solo 20 metri e che non devo andarli a prendere ... però .. era bello avere il sedere di dieci persone che ti stan davanti in gruppo e ti danno il tempo. Prima quando avevo freddo stavo ingruppato e mi riparavo dal vento con loro adesso son ancora più nudo. Al 38 ho davvero freddo, ma non capisco se siamo al 37 38 36 ., non ci capisco niente. Il pacer aveva detto che dal 38 si vedeva Treviso e ricordavo un pezzo di percorso in città ma ... non vedo nulla di tutto questo. Adesso mi piove addosso, non ho la città ed ho freddo. Forse son questi pensieri che mi fan gelare all'improvviso. Fatto sta che inizio a tremare, le gambe iniziano a fare parecchio male adesso, in un km mi si induriscono, se provo a stenderle per un azione di corsa più distesa mi sento i muscoli contrarre, quando provo a farlo con più decisione sento principi di crampi. Ad un certo punto leggo 39. 39 ?? allora bene, mi dico. Ma so di correre con un azione pessima e sto peggiorando si arriva ai bordi della città e per due volte metto il piede in una pozzanghera. Come già mi era successo attorno al decimo km sento il piede ancora più freddo, come se ci fossi entrato a piedi nudi, ma soprattutto sento la scarpa pesare. Tanto.
Mi accorgo di avere nella mano sinistra la busta di gel ancora mezza piena, la porto alla bocca. Se non altro non è fredda. Dopo il km 39 tremo dal freddo, provo a rallentare e muovere le braccia, ma decido che sarebbe solo peggio. Ad un certo punto vedo il ristoro, entro in città davvero. Sanpietrini, leggera salita, strade strette, curve. Alle curve sono incerto mi superano. E' dal km 38 che ho iniziato ad avere gente che mi supera. Al 40simo spero di avere gente incitamento, di sentire che il mio corpo annusa l'arrivo e reagisce, ma non è così vado piano, fa male, ho freddo, i passi sono piccoli e le ginocchia non si stendono, e se lo fanno i muscoli si contraggono e dolgono molto di più. Sono arrabbiato perché non vedo mai la segnalazione del 41simo km semplicemente non arriva mai, infatti non l'ho proprio incontrata e questo mi ha confuso. Credo di aver perso il mio target, non voglio guardare l'orologio, vorrei gettarlo nel Sile, vorrei gente che mi conosce attorno e che mi gridi di darmi una mossa, ma mi sembra non ci sia nessuno. Un ponte e capisco che sono in dirittura d'arrivo. Con tristezza guardo il crono; leggo 3:43 ... e non guardo i secondi. Miki-si tratta di correre UNA ripetuta da 400 metri e ti può fare tutto il cazzo di male di questo mondo ma o ti crampi da non muoverti o arriverai sotto le 3:45 di tuo orologio. Aumento il ritmo, provo a correre, alzo la testa e inizio a superare qualcuno. Penso che sarò ridicolissimo da vedere, alzo la testa e allungo le gambe, 1 minuto da fare. So di aver corso benino i primi 200 metri e arrivo, alzo il ditino per la foto anche se mi vergogno come un verme. Alla banda di gomma fermo il tempo.
Non lo voglio guardare, ma devo farlo. Dice 3:44:58. Adesso TDS può fare quello che vuole, Abbasso la testa e faccio confondere le lacrime con la pioggia. Sono felice, triste, deluso, contento. Vorrei abbracciare qualcuno anche se non è stato l'arrivo che sognavo. Mi abbraccerei anche la tizia che mi mette la medaglia di finisher, ovviamente non lo faccio. Cammino pochi metri ed abbraccio il palo della tenda ci appoggio la testa. La testa mi gira e tremo forte, un infermiere mi chiede se e' tutto a posto, gli faccio un cenno di si alzando il pollice. Mi invita ad andare avanti, peccato, quel palo era così comodo.
Vado avanti, vedo bottiglie d'acqua dappertutto, ma dove le avranno prese ? ho sete. Piove, ho freddo, ho seteeeee.
Vado avanti ancora guidato dalle transenne e chiedo dove si ritirano le sacche, mi mostrano di proseguire, non c'è riparo, vado piano e mi duole tutto. Dove saranno Fulvio e Riccardo ? Quanto avranno fatto ? Vorrei qualcuno a cui parlare, arrivo al ristoro post gara ed e' una ressa, non ce la faccio più e prendo una bottiglia d'acqua quasi piena da terra, buonissima. Alla tenda prendo qualcosa da mangiare, con ogni persona vorrei parlare di più. E' il primo arrivo da quando corro in cui non conosco davvero nessuno. E' strano.
A vado avanti, sempre sotto la pioggia, saranno passati 5 minuti buoni, a me sembrano 10 e non ho ancora la borsa non so dove andare, mi piove addosso. Davanti al campo sportivo qualcuno e' caduto e lo aiutano, cammino cammino cammino ed arrivo al ritiro borse. La prendo e dentro le cose son bagnate, vado a quella che dovrebbe essere la tenda spogliatoi ed è un caos. E' buia, a terra e' tutto fango, mi inciampo nei teli che la gente ha gettato a terra per avere un appoggio asciutto, siamo strettissimi vado avanti ed avanti e mi ricavo un buco per cambiarmi, lo faccio piano, scomodo .. non riesco ad organizzarmi, apoggio le cose e poi non so dove sono .. alla fine .. quando riprenderò le cose avrò perso una delle cose a cui tengo di più. I miei occhiali da corsa.
... ci sono mille piccole grandi cose che mi succedono. Quello che penso è tornare a casa, mettermi sotto una doccia calda e sedermi e sentire l'acqua che mi lava via tutto che si porta via le fatiche per lasciarmi con tutti i miei ricordi di questa gara. Quello che penso è mettermi a letto dopo la doccia, nudo, asciutto, al caldo ed avere a chi raccontare tutto, e avere Jacopo che mi salta addosso facendomi un bellissimo male, e poi mi fa mille domande e poi Mattia che fa altrettanto e poi .. "sogno ancor più sogno" esser a letto a far ... "altro" ... con il maldimaratona addosso ad ogni abbraccio, ad ogni movimento e scoppiare a ridere per come mi rende goffo, e poi raccontare sensazioni, momenti, pensieri, e farsi raccontare sensazioni, momenti, pensieri.
E poi ... altri abbracci che ti faccian quel "male buono" che ogni sportivo conosce.
Si parte ..
no non si parte,
è la partenza delle hand-bikes, ma quello sparo ha già fatto aumentare i battiti di centinaia di corridori che hanno iniziato a muoversi prima ancora di capire che non è il momento della partenza. Davanti a me il muro di persone è più fitto adesso, l'umidità, la pioggia il vento, a momenti non sento nulla e poi sento gocce come aghi freddi.
Tutto si mescola, richiudo gli occhi e respiro, respiro e penso che ci siamo, penso ai più di 42000 metri che mi separano dall'arrivo. Penso all'arrivo, a come sarà e mi carico, mi concentro e mi commuovo. A Treviso Ci VOGLIO arrivare e dal 1 gennaio 2009 ho deciso che voglio farlo sotto le 3h45m. Piovesse a catinelle ci voglio arrivare e alzare le dannate braccia. Voglio questo obiettivo e lo voglio per affrontare il prossimo. Rialzo la testa, sono pronto adesso, aspetto con quelli accanto a me, sorrido al fatto che uno "odora fortemente di sudore" e mi chiedo come sia possibile, (con sta pioggia), prima di partire ... un ultimo spensierato sorriso prima della partenza.
Pum.
(d'ora in poi i tempi che si leggeranno sono quelli registrati sull'orologio e riletti adesso mentre scrivo)
Questo è lo sparo giusto, lo speaker grida che la strada è per noi, per questi 4000 (alcuni splendidamente incoscenti) che vogliono arrivare a Treviso. Tremo dal freddo ma sono caldo dentro mi son scaldato molto poco ma mi sento bene, l'anca fa male, ma solo in torsione, ed io, di far torsioni inutili, non ne ho nessuna voglia. So che all'arrivo mi farà male anche senza girarmi, per adesso mi basta che non faccia male prima degli ultimi 10000 metri, poi ne riparleremo. Il primo km vorrei farlo a 5:20 ma la partenza è quasi a passo di marcia e i primi cento metri a meno di 6' a km non si riesce proprio a farli;
è un tappo, è un tubo,
dai 100 ai 500 metri si sta sui 5:30, si va così poi prima della fine del primo km una curva, ci piantiamo, quel che penso in quel momento è che a meno di 5:40 sto km forse non son riuscito a farlo. Il secondo km è una reazione di tutti, lo si percorre a 5:05 di media ma in alcuni tratti è un 4:45 o meno, mi sento che le cose succedono da sole; infatti così è. Presto, molto presto, ogni cosa dovrò essere io a farla succedere. I km 3 e 4 van via facili facili, continuo a correre a 5:03 e 5:03. Non guardo il cronometro, e lo farò molto poco in tutta la gara la sensazione per adesso è che sia tutto facile, troppo, e anche che forse il ritmo è troppo elevato. Mi dico che va bene così, guardo avanti per vedere se scorgo i pacers delle 3:45 e penso che se li prendo sicuramente ho recuperato un minuto almeno. In qualche tratto mi sembra di veder i loro palloncini, mi dico "bene" adesso tieni un 5:15 o qualcosa sotto fino a che non li prendi. 5:12 .. 5:06 5:06 ... ecc ... Il ristoro liquido dei 5 passa senza che me ne accorga nemmeno, non guardo il crono, so di esser abbastanza in linea con quello che volevo fosse il mio piano di gara. Ai 7.5 km spugnaggio con i volontari che sorridono porgendo spugne bagnate ad un esercito di piedi che schizza acqua dappertutto. Si passa Colle Umberto, la strada è dritta dritta dritta, ben diverso dai primi km a Milano, qui è statale con paesini che si passano, gente ai lati della strada tutti sotto il loro ombrello e li senti incitare, senti mormorare ... "Quelli delle 3:45 quelli delle 3:45" .. e poi .. "Dai che ci sieteeee siete fortiii". Se mi ci soffermo a pensare mi commuovo. Piove forte adesso, dopo il paese, subito dopo, hai la statale che continua diritta e di colpo hai di nuovo il silenzio, e l'unico suono è lo sclich sclach dei piedi di quelli davanti e dietro a te.
I 9k non so dove siano, penso solo a tenere un ritmo che mi sia agevole e non guardo mai il crono. Quelle volte che ci ho buttato l'occhio ho sempre visto che ero sotto i 5:10. Adesso i pacers delle 3:45 son a pochi metri da me, un gruppo di noi è ben delineato e capisco quelli che saranno i miei compagni per parecchi km a venire. C'è una ragazza che deve essere del posto e deve essere una che corre sempre le gare da queste parti perché un sacco di gente la saluta.
Ai 10 prendo un bicchiere di the, per scaldarmi e bere. Lo schiaccio per berlo in corsa e lo bevo di taglio, con l'acqua che viene giu' non mi importa se mi bagno tutto, al massimo il the caldo mi scalda il petto, infatti ne perdo mezzo bicchiere abbondante ma sento di aver fatto la cosa giusta. Il berrettino che uso fa il suo lavoro magnificamente, mai ho problemi agli occhiali Ai 10 mi accorgo di non aver guardato il crono al passaggio mentre era uno dei pochi passaggi che mi interessava, lo faccio in ritardo e calcolo che devo esser passato quasi giusto. (in realtà poi vedo che son passato proprio nel tempo che mi ero prefissato). I pacers delle 3:45 son con me adesso e mi sembra che stiano andando decisamente troppo forti per far fare 3:45 a quelli partiti con me. La cosa a me va benissimo, è il ritmo che speravo di tenere e se lo tengo con loro fin dopo il 30simo e poi gestisco, mi porto a casa il 3:45 che volevo. Dai 10 km ai 15 è tempo di Conegliano, passare il paese è bellissimo, piove e la gente è ai lati della strada, qualche famiglia aspetta il babbo o la la mamma, amici che aspettano amici podisti, una festa. Ad un certo punto mi perdo un po', vado leggermente in progressione su un leggero falsopiano (l'unico incontrato finora) e chiudo il gap con il gruppetto di compagni. Quel km lo farò in 5:00.
Sto bene.
A tratti il vento più freddo ma poi tutto torna ok, a tratti sento acqua, soprattutto sulle braccia e spalle che mi raffredda, poi tutto torna ok. Penso, penso penso. Penso a casa, penso alla mia prima mezza, penso ai mesi che non ho potuto correre, penso che ci voglio arrivare a Treviso, e che tutto può ancora succedere. Alla mezza passo in quello che mi pare essere 1h51 ma non perdo tempo a controllare, mi sta bene così (in realtà il real time darà 1:49:45). Al 25 mi dico che devo bere c'è un ristoro e voglio ripetere l'operazione bicchiere di the, come passo mi viene portato via, mi fermo tendo la mano e aspetto che il volontario davanti a me versi e me ne porga un altro, da dietro arriva un runner, che lo prende dalle sue mani e me lo porta via; guardo il volontario, lui fa per scusarsi, gli sorrido, ma sono infastidito tantissimo dal comportamento scortese di chi mi stava dietro, riprendo a correre, prendo un pezzo di mela al volo; gli dò un morso e poi la getto nell'erba. Riprendo il mio gruppetto spingendo un po' più di quello che dovrei. Sento il gel nella tasca posteriore dei miei inzuppatissimi pantaloncini, sembra chiamarmi, prima non l'avevo mai sentita ballonzolare ed ora la sento. A Milano avevo due "bustine" ed una l'ho iniziata dopo l'ora e mezza e la seconda verso le tre ore e ricordo che, illusione o fantasia che fosse, mi sembrava di aver avuto nuova benzina e nuove forze dopo averle prese; a dire il vero questo lo avevo pensato altre volte durante la gara e aspettavo di sentirne "il bisogno". Questo è un errore che dovevo conoscere, in gara quando sento il "bisogno" di energia vuol dire che è già troppo tardi, le sensazioni sono così viziate dallo sforzo e dalla concentrazione che certe cose le si deve prevenire. Al 25 inizio a sentire le gambe, inizio a sentire vento, inizio a sentire pioggia forte. Abbasso la testa e incomincio a vedere solo il sedere di chi mi sta davanti, l'azione è ancora ok e sento che fino al 30 ci arrivo di sicuro relativamente fresco ma al tempo stesso non si deve più scherzare. Adesso corro con il pacer più veloce del gruppo delle 3:45. Al 30 lui comincia a parlare e motivare la gente, comincia a dire che abbiamo margine, che per quelli che son partiti nella gabbia dietro si arriva in 3:41 scarsi e che dal 36 chi ne ha .. può andar via, andar a prendersi Treviso. Arriviamo al 30 ... prendersi Treviso ... mi sembra vicinissima eppure faccio fatica adesso, al 32 guardo il crono e mi sembra che siam bene, non perdo tempo ma vedo che devo aver corso gli ultimi due km a 5:15. Mi dico ... "dai Miki dai Miki, facciamo sti cazzo di ultimi 10.000 metri" e mi ripeto "fai sti cazzo di 10000 metri". Non uso mai parole forti ma voglio farlo, vorrei gridarlo sto motto, e lo farei se solamente non avrei paura di sprecare anche un solo battito di cuore di troppo. Al 30 apro la bustina di gel e la succhio. Lo faccio male e mi manca il fiato, mi va di traverso, la cosa mi costa fatica, devo correre e tossire e non recupero il respiro subito. Ci riprovo dopo 500 metri. Meglio. Questa volta lascio che mi si sciolga in bocca. Lo faccio ancora, ma non la finisco. La tengo in mano. Tengo duro ed arrivo fino al 35 con il pacer da 3:40 (miei). Ora ho un po' di fatica, sento vento contro e sento freddo. Ho sete, e comincio ad aver freddo. Perdo la concentrazione, ho smesso di guardare il culo di quelli davanti e impormi di correre a QUELLA velocità e quando mi riprendo ho perso 20 metri. Mi dico che son solo 20 metri e che non devo andarli a prendere ... però .. era bello avere il sedere di dieci persone che ti stan davanti in gruppo e ti danno il tempo. Prima quando avevo freddo stavo ingruppato e mi riparavo dal vento con loro adesso son ancora più nudo. Al 38 ho davvero freddo, ma non capisco se siamo al 37 38 36 ., non ci capisco niente. Il pacer aveva detto che dal 38 si vedeva Treviso e ricordavo un pezzo di percorso in città ma ... non vedo nulla di tutto questo. Adesso mi piove addosso, non ho la città ed ho freddo. Forse son questi pensieri che mi fan gelare all'improvviso. Fatto sta che inizio a tremare, le gambe iniziano a fare parecchio male adesso, in un km mi si induriscono, se provo a stenderle per un azione di corsa più distesa mi sento i muscoli contrarre, quando provo a farlo con più decisione sento principi di crampi. Ad un certo punto leggo 39. 39 ?? allora bene, mi dico. Ma so di correre con un azione pessima e sto peggiorando si arriva ai bordi della città e per due volte metto il piede in una pozzanghera. Come già mi era successo attorno al decimo km sento il piede ancora più freddo, come se ci fossi entrato a piedi nudi, ma soprattutto sento la scarpa pesare. Tanto.
Mi accorgo di avere nella mano sinistra la busta di gel ancora mezza piena, la porto alla bocca. Se non altro non è fredda. Dopo il km 39 tremo dal freddo, provo a rallentare e muovere le braccia, ma decido che sarebbe solo peggio. Ad un certo punto vedo il ristoro, entro in città davvero. Sanpietrini, leggera salita, strade strette, curve. Alle curve sono incerto mi superano. E' dal km 38 che ho iniziato ad avere gente che mi supera. Al 40simo spero di avere gente incitamento, di sentire che il mio corpo annusa l'arrivo e reagisce, ma non è così vado piano, fa male, ho freddo, i passi sono piccoli e le ginocchia non si stendono, e se lo fanno i muscoli si contraggono e dolgono molto di più. Sono arrabbiato perché non vedo mai la segnalazione del 41simo km semplicemente non arriva mai, infatti non l'ho proprio incontrata e questo mi ha confuso. Credo di aver perso il mio target, non voglio guardare l'orologio, vorrei gettarlo nel Sile, vorrei gente che mi conosce attorno e che mi gridi di darmi una mossa, ma mi sembra non ci sia nessuno. Un ponte e capisco che sono in dirittura d'arrivo. Con tristezza guardo il crono; leggo 3:43 ... e non guardo i secondi. Miki-si tratta di correre UNA ripetuta da 400 metri e ti può fare tutto il cazzo di male di questo mondo ma o ti crampi da non muoverti o arriverai sotto le 3:45 di tuo orologio. Aumento il ritmo, provo a correre, alzo la testa e inizio a superare qualcuno. Penso che sarò ridicolissimo da vedere, alzo la testa e allungo le gambe, 1 minuto da fare. So di aver corso benino i primi 200 metri e arrivo, alzo il ditino per la foto anche se mi vergogno come un verme. Alla banda di gomma fermo il tempo.
Non lo voglio guardare, ma devo farlo. Dice 3:44:58. Adesso TDS può fare quello che vuole, Abbasso la testa e faccio confondere le lacrime con la pioggia. Sono felice, triste, deluso, contento. Vorrei abbracciare qualcuno anche se non è stato l'arrivo che sognavo. Mi abbraccerei anche la tizia che mi mette la medaglia di finisher, ovviamente non lo faccio. Cammino pochi metri ed abbraccio il palo della tenda ci appoggio la testa. La testa mi gira e tremo forte, un infermiere mi chiede se e' tutto a posto, gli faccio un cenno di si alzando il pollice. Mi invita ad andare avanti, peccato, quel palo era così comodo.
Vado avanti, vedo bottiglie d'acqua dappertutto, ma dove le avranno prese ? ho sete. Piove, ho freddo, ho seteeeee.
Vado avanti ancora guidato dalle transenne e chiedo dove si ritirano le sacche, mi mostrano di proseguire, non c'è riparo, vado piano e mi duole tutto. Dove saranno Fulvio e Riccardo ? Quanto avranno fatto ? Vorrei qualcuno a cui parlare, arrivo al ristoro post gara ed e' una ressa, non ce la faccio più e prendo una bottiglia d'acqua quasi piena da terra, buonissima. Alla tenda prendo qualcosa da mangiare, con ogni persona vorrei parlare di più. E' il primo arrivo da quando corro in cui non conosco davvero nessuno. E' strano.
A vado avanti, sempre sotto la pioggia, saranno passati 5 minuti buoni, a me sembrano 10 e non ho ancora la borsa non so dove andare, mi piove addosso. Davanti al campo sportivo qualcuno e' caduto e lo aiutano, cammino cammino cammino ed arrivo al ritiro borse. La prendo e dentro le cose son bagnate, vado a quella che dovrebbe essere la tenda spogliatoi ed è un caos. E' buia, a terra e' tutto fango, mi inciampo nei teli che la gente ha gettato a terra per avere un appoggio asciutto, siamo strettissimi vado avanti ed avanti e mi ricavo un buco per cambiarmi, lo faccio piano, scomodo .. non riesco ad organizzarmi, apoggio le cose e poi non so dove sono .. alla fine .. quando riprenderò le cose avrò perso una delle cose a cui tengo di più. I miei occhiali da corsa.
... ci sono mille piccole grandi cose che mi succedono. Quello che penso è tornare a casa, mettermi sotto una doccia calda e sedermi e sentire l'acqua che mi lava via tutto che si porta via le fatiche per lasciarmi con tutti i miei ricordi di questa gara. Quello che penso è mettermi a letto dopo la doccia, nudo, asciutto, al caldo ed avere a chi raccontare tutto, e avere Jacopo che mi salta addosso facendomi un bellissimo male, e poi mi fa mille domande e poi Mattia che fa altrettanto e poi .. "sogno ancor più sogno" esser a letto a far ... "altro" ... con il maldimaratona addosso ad ogni abbraccio, ad ogni movimento e scoppiare a ridere per come mi rende goffo, e poi raccontare sensazioni, momenti, pensieri, e farsi raccontare sensazioni, momenti, pensieri.
E poi ... altri abbracci che ti faccian quel "male buono" che ogni sportivo conosce.
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