lunedì 1 dicembre 2008

Maratona di Milano - report - part II

Partenza

Transito sotto la linea di partenza ufficiale a 2min 50sec dallo sparo  - o così mi sembra mentre corro, il primo km non ci capisco nulla, lo uso per cercare di capire a che ritmo sto andando, se mi sembra di far sforzo, insomma lo cerco di usare per "capirmi". Passiamo per vie molto centrali ma che a me non dicono nulla. C'è gente, anche se sono le 9 e mezza di una fredda domenica, ci applaudono tutti, io per adesso, non lo apprezzo ancora, dopo la cosa cambierà.

Ad un certo punto arriviamo ad un viale luuuuuungo e laaaaaaaaaaargo. Lì si sgrana il gruppo che altrimenti è ancora stretto. Ora che il serpentone si è allungato vedo che la testa deve essere tanto tanto tanto davanti. Intanto mi sto riscaldando. Ho avuto brividi e tremori dal freddo per quasi un km, adesso va meglio; molto meglio. Uno mi supera, ha il suo nome "Pier" scritto sul retro della tuta, fa uno scatto assurdo e scherza con gli amici e dice che deve far pipì e va avanti a scatti dicendo a voce alta che cerca un albero. Mentre lo fa guardo come corre. Non è leggero ma saltella, dentro di me mi dico che non sprecherei mai energie per fare cose del genere, e mi chiedo se sarà o meno uno che la finisce sta benedetta gara.

Si va avanti, ogni tanto continuano a cadere pezzi di vestiario e noi a calpestarli. Riguardo il mio Garmin, mi sembra proprio che stiamo andando a 5:20 / 5:30 a km. Più veloce del target ma mi va bene, dopotutto se i conti sono giusti quella dovrebbe essere una andatura a cui, magari morendo, dovrei poter finire la maratona, quindi continuo a tenerla e a tenere d'occhio i palloncini delle 4 ore in lontananza. Il vialooone ha una netta salita in fondo ma noi giriamo prima e con un anellino andiamo a finire in prossimità di Piazza Duomo. Qui una curva molto brutta in una strada con lavori in corso quasi ci fa camminare, passata la strettoia è ok ora è lastricato - stiamo per passare in Piazza. Folla ad entrambi i lati, bimbi che sporgono le manine e vogliono il 5. Penso a Jacopone che corre, penso a Leila, li vorrei vedere.

Vado vado e vado 7.5 Km - spugnaggi: li ignoriamo. Ho quasi deo compagni di viaggio ora, si comincia a capire quello che sarà il gruppone che davvero vuole andare avanti a questa andatura. Attorno ai palloncini delle 4 ci sarà circa un centinaio di persone più quelle subito avanti e quelli con me poco dietro. 8 9 10 km. Al decimo km guardo l'orologio e mi accorgo che praticamente non lo ho mai guardato o quasi. Una rotonda fastidiosa.

Ai 10 prendo da bere, acqua, me la porto dietro per un bel po' e tutto va bene fino a che faccio un sorso sbagliato e mi va di traverso, tossisco e corro tossisco e corro e penso che sono scemo. Poi lascio andare la bottiglia e cerco di riprendere un ritmo quanto più regolare possibile a momenti ho un vento freddo ma la temperatura adesso è perfetta, mi sembra di non essere sudato, ma la cosa mi va via di mente. Questo è il tratto dei guidatori incazzati. Ci sono incroci e persone in auto che vogliono forzare i blocchi, servizio di volontari in difficoltà. Questo mi distrae. Dal 10 al 20 sono i km che vanno via più facilmente e lentamente arrivo davvero a ridosso del grande plotone delle 4 ore. Succede lentamente e progressivamente ed infatti dai 5 km fino al 20 sono andato a mio avviso costante ma ora sono davvero vicini. All'ora e mezza prendo la bustina di gel che avevo nella tasca dei pantaloni e la succhio. Questa però si era condensata per il freddo - quindi anche se mentre corro lotto per assorbirla, non riesco a ari uscire la parte finale che è piena di cristallini .. che immagino siano zuccheri. Al 20 ci sono pezzi di banane e c'e' davvero un caos di gente al ristoro. Mi incarto nel prendere le banane, prendo un bicchiere di sali e lo bevo da fermo e poi una bottiglia d'acqua in una mano e delle banane. Perdo un poco i palloncini ma riparto bene, mi aspetto di più dal traguardo della mezza, invece è un poco anonimo. Ci transito sotto e vedo che il cronometro ufficiale dice 1:59 qualcosa. Mi è chiaro allora che gli omini delle 4 ore puntano a farti arrivare alle 4 di orologio ufficiale, la cosa mi sta bene.

Si prosegue ma da questo momento in poi si cominciano a vedere le facce dei corridori più serie, affaticate, nessuno scherza troppo. Il pace più in gamba delle 4 ore è una forza della natura. Ogni tanto grida e fa gridare agli altri pace " QUATTROOOOOOOOOOO" ..  o "VI PORTO TUTTI vi porto vi porto vi portoooooooooooo".

E poi non lesina consigli a chi gli sta vicino, dice che ristori ci saranno, dove, quando prenderla comoda .. e poi di nuovo "Andiamo andiamooooooo arriviamo in Piazza Duomo - Lo faremo tuttiiiiiiiiii". Penso dentro me che si devono essere formati dei nuclei, dal serpente che eravamo. Io avendo perso terreno per i ristori sono un centinaio di metri dietro ma adesso la gente è incredibile sento che dicono "Son quelli delle quattro ore e poi DAI DAI DAI DAI DAI DAI DAI" siete forti siete grandi !!! 

E cartelloni di bimbe che salutano o aspettano il babbo o la mamma, uno vicino a me che deve essere di Milano con un passante che lo riconosce e gli grida "Che ci fai qui ?? e gli corre dietro" Commovente.

I km passano ma adesso le gambe iniziano ad essere più pesanti ed io ... io mi ricordo che Marco mi aveva detto che avrebbe potuto esserci in qualche punto dal km 18 in poi e mi aspetto di vederlo da un momento all'altro. Vedo un bimbo con uno che mi sembra Marco ... "son Marco e jacopo ???? " mi va il cuore a mille - "No non sono loro, ma solo pensarlo è stato bellissimo". E penso a Mamma Leila che ora starà combattendo con Matti da qualche parte. Penso a loro ma intanto le mie gambe cominciano a essere ancora più pesanti. Poi vedo Marco !!!! in bici !!! batto le mani, non dico nulla, non voglio sprecar energie. Lui mi fa segno che e' ok, perfetto, e di non preoccuparmi. Io corro felice, lento, ma felice. Lo aspetto ad ogni incrocio ma senza girarmi o cose simili, vedo che il viale deve essere fastidioso per lui e non deve essere facile incrociarmi. Ci sono un paio di incroci con lui, io sono in palla, molto tranquillo. Ad un certo punto dei bimbi si sporgono, abbiamo una specie di strettoia, una mamma ed un babbo che ci incitano a tutti, ORA CAPISCO cosa vuol dire avere gente su tutto il percorso e come sia possibile che questo ti aiuti. Solo ORA lo ho veramente percepito. Alle manine dei bimbi non resisto e passando do' un cinque ai tre bimbi. Ero senz`a guanto e nel dare il cinque sento il loro guanto di lana- bellissimo

Mi porto dietro il contatto con il loro guanto di lana per un bel tratto pensando a Leila Matti e Jacopone. Ma le cose proseguono e dal 25 sento che lo stimolo di far pipì che prima era una sensazione ora è una cosa reale, e preme, anche se è debole, solo un fastidio. 

Proseguo ma lo sento - mi dico che è solo un tarlo, che è uno scherzo, che non mi capita mai durante partite di tennis lunghissime e dentro di me so che ho perso tempo a quel rifornimento e che ne perderei anche di più e che quindi forse posso tenere. 28 Km - tutto uguale - fastidio - le gambe più deboli. Al km 30 circa mangio il secondo gel. Questa volta va molto meglio e mi sembra quasi di sentire che mi sta dando energia, penso che è solo un impressione ma son felice di percepirla. Marco è dietro o davanti, o agli incroci, non lo so. Ma so che c'è. Al 32 penso che ci sono ancora 10 km - e penso che 10 km son davvero tanti. Un ora di corsa se si va a 6 a km e io non son sicuro di riuscirci. E' il momento più brutto. Adesso decido di piegare un po' la testa ed andare avanti e basta, devo trovare un andatura sotto ai 6 e non mollare. Son tre ore e qualcosa che corro. AL 35 un ristoro, non so che fare, ma decido che ho così male alle gambe che mangiare banane mi può solo far bene. Prendo al volo e vado. Intanto è da grand tempo che supero i morti, sempre di più davanti a me camminano, o vanno anche più piano di me, e la cosa mi meraviglia, ma in un certo senso mi rincuora. Dal 35 al 37 davvero non passano mai e ad un tratto mi sento che ho un dolore davvero davvero forte all'addome. SCEMO, dovevo pisar prima. Penso su come e dove farlo e alla fine decido di fermarmi in un viale.

Abbasso i pantaloni e .. NON VIENE, mi vien da ridere e piangere, chiudo gli occhi e provo a respirare calmo e .. faccio quello che devo fare. Prima avevo anche pensato di farlo mentre correvo ma forse per la stessa ragione non l'ho fatto.

Provo a ripartire e mi fa male improvvisamente tutto degli arti inferiori. Le ginocchia mi sembra si siano bloccate e per i primi cento metri sono dolori forti. Poi .. poi mi sento leggero, mi sento meglio. Che scemo. Mi vien da ridere, capisco cosa vuol dire non essere lucidi, non sapere come dove e perché calarsi i pantaloni per far la pipì. Adesso fa male tutto ma è ok, so che posso mettere un pilota automatico e dire al mio corpo di non fermarsi e arriverò in fondo.

Sento Marco in bici dietro, lo sento telefonare a Leila e dirle che mi sta portando all'arrivo, mi sembra contento. SO che la finirò e non camminerò neanche un passo. Vedo la targa del 39 e poi quella del 40. 40 km, ora siamo di nuovo in un vialone e la gente è di nuovo cresciuta, Marco mi fa segno che mi lascerà poi un poco lo vedo. Mi sa che comunque teme che possa soffrire dal suo andarsene, ha ragione ma è anche vero che non corri tutto sto tempo per poi camminare alla fine. 

Ultimo km - che bello - e sento i rumori la gente che ti grida anche se sei dopo le 4 ore. So di aver perso i maledetti palloncini, ne sono incazzato ma non so che farci, son felice comunque. Gli ultimi 500 metri son segnati, potrei andare più veloce, mi sfiora l'idea di correre un ultimo tratto più veloce, poi però mi dico che è da pirla sorpassare che ha fatto tanta fatica come me, in sto modo ed allora .. semplicemente cerco di fare passi un po' più sciolti. Quello basta ad andare un po' piu' veloci e come faccio sto passo mi fanno parecchio male le gambe. Mi vien da ridere, da ridere e piangere. Vedo lo striscione e vorrei non arrivarci mai adesso. Alla fine ci arrivo ed alzo le mani. Oltre a questo ci sono mille altre storie, mille altri risvolti della corsa. Mi fermo - cerco Marco, vorrei abbracciarlo. Capisco subito che per Leila probabilmente è stato impossibile arrivare in Piazza. mi mettono la coperta e non capisco nulla, vado verso le medaglie e poi torno indietro, che sarei l'unico ad esserci passato attraverso e non essersela fatta metter al collo. Poi bevo, mangio banane, bevo. 

Trovo Marco al di là di una transenna, volevo ringraziarlo e non so se l'ho fatto. Nella mia testa l'ho fatto per quasi 20 kilometri. 


Alla fine Marco mi dice che arriva leila con Matti. Sono bellissimi. Vado a sedermi, mangio una mela. Leila mi dice che ho fatto 4:00:40 - non credevo di essere sotto le 4 ore, anche perche' appena arrivato non ho fermato subito il cronometro e quindi non so esattamente quello che ho fatto. Son contento, 4:01 e qualcosa mi sarebbe stato antipatico.


(segue)


4 commenti:

GIAN CARLO ha detto...

Complimenti per il pathos.
Mi auguro che la prossima volta stari abbondantemente sotto le 4 senza traumi.

Francarun ha detto...

Starete sicuramente sotto le 4 ore sicuro la prossima maratona se vi allenate come si deve !

Nagana ha detto...

ciao GianCarlo -
accipicchia se corri !

La prossima è treviso .. al 90%

VEdiamo se Marco ce la fa a preparasi, intanto mi dicon che devo recuperare ma, asma a parte, mi sento di avere un fondo come non mai !

Hehe .. finchè non torno a far ripetute non sento nessun male .. i dolori verranno .. oooooo se verranno !!!

Gianluca Rigon ha detto...

Bellissimo racconto....di quelli che mi piacciono ! Ed ora sotto con la prossima !